Ieri abbiamo visitato il Giardino di Ninfa, un posto di straordinaria bellezza tra Cisterna di Latina e Sermoneta, in uno scenario naturale di grande suggestione e meravigliosa tranquillità.
Si tratta di un sito che attualmente ospita un giardino composto da piante e vegetazioni provenienti da tutto il mondo, in un insieme estremamente curato e preservato, teatro di una storia non troppo recente di città ormai abbandonate e lotte per il predominio territoriale.
La storia di questi luoghi è molto interessante, ma non è compito mio spiegarvela, anche perchè non la ricordo tutta onestamente, anche se la guida non si è risparmiata di particolari, dettagli e date per farci comprendere al meglio il susseguirsi degli eventi precedenti alla nascita del giardino.
Molto meglio invece ricordo la calma e la serenità che un posto del genere suscita, e del mio pensiero subito indirizzato a chi, per sua grande fortuna, ha potuto godere in passato, e in maniera esclusiva, del giardino, ovvero dei Caetani, che hanno preparato e creato proprio tutto l’ambiente che abbiamo visitato. 
Non ci sono parole per spiegarlo, piuttosto vi consiglio di visitarlo. Il costo del biglietto per gli adulti è di 10€, veramente ben spesi, e la visita dura circa un’ora in un percorso guidato e controllato dallo staff.
Anche se a fine visita avrei voluto restare ancora un pò, è chiaro che solo in questo modo è possibile preservare in maniera sicura un posto così magnifico.
La guida è stata molto dettagliata, come già detto, e il posto è veramente incantevole. C’era anche una guida per non udenti, che traduceva quello che la guida spiegava.
L’unico vero appunto che mi sento di fare è verso l’organizzazione, per la mancanza di una struttura capace di seguire correttamente l’afflusso di stranieri.
Infatti, essendo la visita guidata a gruppi, ieri nel nostro gruppetto di circa una trentina e forse più persone e bambini al seguito, la guida era molto preparata e forniva spiegazioni minuziose e dettagliate ma… solo in italiano.
Se considerate che ieri in quei trenta, circa una decina erano stranieri, vi lascio pensare al mio imbarazzo nell’immaginare queste persone, provenienti da altri paesi, sentirsi esclusi da una spiegazione così interessante sulla storia di quel luogo e sulle piante che erano presenti nel giardino.
Mi immagino i loro (giusti) commenti dopo la visita, quando ci avranno dato una insufficienza grave per questo motivo, per averli di fatto estromessi, non considerati, come se loro non avessero pagato il biglietto, come se il loro viaggio non fosse stato abbastanza lungo da meritarsi un bel ricordo, nel sentire tutto quello che poteva fargli capire meglio le meraviglie del posto.
E noi invece che abitiamo a meno di trenta chilometri da questo giardino meritavamo di sentire i tanti e forse troppi dettagli della guida.
Sarebbe stato bello se, come mi è capitato per esempio in Spagna, avessi assistito ad una spiegazione nella lingua locale, seguita dalla stessa in inglese. E’ un segno di profondo rispetto per il turista.
Sarebbe un notevole passo avanti per il nostro sistema. Quello di pensare che siamo parte di un mondo ormai globalizzato, dove l’americano o il tedesco o il giapponese, riescono ad essere attivamente turisti e non passivamente ospiti del nostro paese durante il loro (per noi importantissimo) soggiorno in Italia.